THE PHOTOGRAPHER OF THE WEEK #048

RALPH GIBSON

RALPH GIBSON

LOS ANGELES 1939

 

...le fotografie di Ralph Gibson che ritraggono donne nude o seminude sono un esempio di come lo sguardo maschile, in modo semplice e privo di rimorso, riesca a rendere un certo tipo di voyeurismo accettabile nel mondo della fotografia artistica.

 

...i soggetti femminili da lui scelti sono quasi sempre bellissimi e perfetti: magri, ben fatti e con una pelle bianca e luminosa. Dal punto di vista formale, le immagini stesse hanno una composizione scarna e compatta. Non c'è traccia di sudore, ne di agitazione.
Gibson vuole che le sue fotografie siano suggestive dal punto di vista della fisicità, ma le sue parole lasciano trapelare ambizioni più elevate.

 

Da "EDUCARE LO SGUARDO"  di Roswell Angie

 

 

THE PHOTOGRAPHER OF THE WEEK #047

LUCIEN CLERGUE

LUCIEN CLERGUE

1934 - 2014

 

Nato nel 1934 ad Arles, nel sud della Francia, Clergue proviene da una famiglia di  commercianti, mpara da autodidatta le basi della tecnica fotografica.

Non  ancora ventenne  incontra Pablo Picasso, a cui mostra alcune foto che ha scattato durante una corrida ad Arles. Da quel momento Picasso offre Clergue di occuparsi delle copertine di alcune sue pubblicazioni presentandogli inoltre Jean Cocteau, scrittore e regista francese.

Con altri colleghi, nel 1970 Clergue fonda il festival Les rencontres d’Arles,  festival che è ancora oggi un momento di incontro fondamentale per i fotografi di tutto il mondo.

Dopo la sua morte, il 15 novembre del 2014, sono venuti alla luce molti scatti risalenti ai suoi primi anni di attività e che già evidenziano l’essenza del suo stile concettuale, bambini circensi, gitani, corride, scatti ancora lontani dai nudi che lo renderanno famoso tra gli anni sessanta e settanta.

 

THE PHOTOGRAPHER OF THE WEEK #046

MICHAEL KENNA

MICHAEL KENNA

 1953 Inghilterra

 

Michael Kenna dimostra fin da piccolo una spiccata propensione verso le molteplici forme d'arte, e tra tutte la pittura in particolare.

 Giovanissimo decide di entrare in monastero per diventare prete. “Ci sono stati molti aspetti dell’educazione religiosa che credo abbiano fortemente influenzato il mio lavoro nella fotografia, come la disciplina, il silenzio, la meditazione e l’idea che anche dove le cose possono essere invisibili, può esserci comunque una presenza”.

 La vita ecclesiastica non è però nel suo destino. “Durante la mia adolescenza capii che non volevo seguire una vita religiosa. Pensavo di essere bravo a disegnare e a pitturare, così sono andato a studiare presso la Scuola d’Arte Banbury nell’Oxfordshire”.

Dopo un periodo abbastanza lungo si appassiona alla fotografia e comincia a studiarla con costanza.

Inizia quindi a studiare praticamente ogni genere fotografico possibile, prima a Londra e trasferendosi poi a San Francisco, dove inizia una collaborazione con la fotografa Ruth Bernard.

Nei suoi trascorsi americani si approccia al fotogiornalismo, alla fotografia di moda, alla foto sportiva, alle nature morte ed alla fotografia di architettura.  Solo successivamente si dedicherà al paesaggio, per il puro piacere di sperimentare.

 Ma come lo stesso Kenna ammette, è proprio la sua infanzia a formare il suo stile fotografico. È caratterizzato da assenza umana, bianco e nero e lunghissime esposizioni (fino a 10 ore). Ruth Bernard un giorno dirà di lui: “Sembra essere venuto da un tempo e da uno spazio diversi”.

 

THE PHOTOGRAPHER OF THE WEEK #045

MARY ELLEN MARK

MARY ELLEN MARK

(Filadelfia, 20 marzo 1940New York, 25 maggio 2015)

 

È conosciuta per i suoi ritratti e per i suoi lavori nel campo della pubblicità e del fotogiornalismo

Nasce nella periferia di Philadelphia dove inizia a fotografare fin da bambina, passione che la porterà dopo gli studi alla Cheltenham High Scholl e successivamente alla University of Pennsylvania dove consegue il diploma di laurea in pittura e storia dell'arte, a specializzarsi in fotogiornalismo con un Master presso la Annenberg School for Communication e ad ottenere poi l'anno successivo, una borsa di studio per fotografare in Turchia per un anno. Inizia quindi a visitare e scattare foto in Inghilterra, Germania, Grecia, Italia e Spagna. Dalla metà degli anni sessanta si sposta a New York, dove per diversi anni fotograferà le dimostrazioni sul Viet-Nam, i movimenti di liberazione delle donne, la cultura omosessuale e Times Square, sviluppando un modo di fotografare orientato verso il disagio e la sofferenza.

Come lei stessa diceva "Sono interessata alle persone borderline. Provo affinità con coloro che non hanno sfondato nella nostra società. Quello che voglio fare più di ogni altra cosa è riconoscere la loro esistenza".

Partecipa a numerosi lavori come fotografa di scena, alcuni su tutti Apocalypse now e Alice's restaurant.