THE PHOTOGRAPHER OF THE WEEK #014

SANTU MOFOKENG

Santu Mofokeng è nato nel 1956 a Johannesburg, in Sudafrica, dove vive e lavora.

Testimone instancabile della realtà del suo Paese ci racconta la vita quotidiana dal periodo dell’Apartheid fino ai giorni nostri.

 

...mi piace molto...

 

THE PHOTOGRAPHER OF THE WEEK #013

CLAUDIA ANDUJAR

CLAUDIA ANDUJAR

1931 SVIZZERA

 

Vive a San Paolo dal 1956, dove è stata naturalizzata brasiliana.

Durante gli anni settanta, ha fotografato per molto tempo la popolazione degli Indiani Yanomami.

Nel 1976, la fotografa è stata costretta da una Legge sulla Sicurezza Nazionale a lasciare la loro terra.

Nel 1978 la proibizione è stata revocata e Andujar vi è potuta tornare per proseguire la ricerca.

 

Adesso non fotografa più e si dedica ai suoi archivi...

 

THE PHOTOGRAPHER OF THE WEEK #012

ALIXANDRA FAZZINA

ALIXANDRA FAZZINA

(Regno Unito 1974)

 

Alexandra si concentra con la sua fotografia in particolare modo sulla guerra e sulle conseguenze umanitarie spesso dimenticate.

Molto abile nel lavorare in ambienti geografici difficili con un suo particolare approccio delicato ed empatico verso la condizione umana.

 

Come sempre un invito ad approfondire...

 

THE PHOTOGRAPHER OF THE WEEK #011

JILL FREEDMAN

JILL FREEDMAN

(New York City)

 

Stimata fotografa di street e documentarista possiamo trovare suoi lavori nelle raccolte permanenti di moltissimi musei nel mondo.

Il suo stile richiama molto i lavori di  André Kertész, W. Eugenie Smith, Dorothea Lange, e Cartier-Bresson.

 

Tra i libri che ha pubblicato  vi segnalo quelli dai quali ho tratto le immagini che seguono: New York city, Firehouse, Street cops e Circus days

 

secondo me tanta roba...

 

http://www.jillfreedman.com/

 

THE PHOTOGRAPHER OF THE WEEK #010

MIHAELA NOROC

MIHAELA NOROC

(Romania)

 

Lascia il suo lavoro precedente per girare il mondo prendendo con sé lo zaino e una macchina fotografica.

In testa un unico obiettivo: rintracciare la bellezza, immortalarla nella sua autenticità e nelle diverse forme in cui si presenta, custodirla per sempre in uno scatto. 

Nasce così "The Atlas of beauty" dove il  soggetto più esplicativo del concetto di bellezza non poteva che essere la donna.

Si sposta così in giro per il mondo ovunque sia un volto così bello, sincero, immerso nella propria cultura e tradizione da dover essere conservato in una foto.

 

"Ho girato il mondo ritraendo le donne nel proprio contesto. In questa società in cui tutto sembra ormai omologato e globalizzato, voglio che il mio Atlante della Bellezza testimoni come la ricchezza di ognuno sta nella sua diversità. Per questo le donne che ho ritratto sono bellissime perché specchio della propria civiltà: perché la bellezza è un valore universale, non ha colore, non ha religione, non ha confini, non ha etnia".

 

La adoro...

 

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